Star Trek

Star Trek **1/2

“Space: the final frontier. These are the voyages of the starship Enterprise. Its five-year mission: to explore strange new worlds, to seek out new life and new civilizations; to boldly go where no man has gone before.”

Questa era la frase con cui cominciavano gli episodi originali di Star Trek e con cui si conclude questo riuscito nuovo inizio cinematografico.

Confesso di non aver mai provato acuta nostalgia della serie televisiva originale (1966-1969) di Gene Roddenberry, pur innovativa e pregevole, trasmessa in Italia, oltre un decennio dopo.

Quelle successive mi sono completamente ignote e dei nove film, che hanno seguito l’originale del 1979 non ho mai voluto saperne.

Sono pertanto, a tutti gli effetti, un neofita del mondo Star Trek ed al momento dell’uscita in sala di questo nuovo inizio della saga storica, l’avevo completamente snobbato, nonostante la fama di J.J. Abrams e le premesse di riportare a zero un franchise ormai logoro, anche per i fans più accaniti.

Ed ho fatto male.

Recuperato solo in home video, il nuovo Star Trek è un’avventura stellare pregevole, benissimo congegnata a livello narrativo, grazie ad uno stratagemma che salva tutto il passato e al contempo consente di ricominciare a seguire le storie dell’Enterprise, con gli stessi personaggi familiari a tutti (il capitano Kirk, Spock, il Dottor McCoy, Uhura, Checov…), impersonati da un cast completamente rinnovato.

Nella linea temporale alternativa, un’astronave di Romulani attacca e distrugge l’astronave della Federazione USS Kelvin.

Il primo ufficiale George Kirk, per salvare tutti i passeggeri, fuggiti con mezzi di fortuna, trova la morte.

Il figlio James, nato proprio nel corso dell’attacco è un ribelle scapestrato. Convinto ad arruolarsi all’Accademia della flotta della Federazione, si farà amico il Dott. McCoy, si scontrerà con il giovane vulcaniano Kirk, flirterà inutilmente con Uhura e si troverà a comandare l’Enterprise, attaccata dalla stessa astronave di Romulani che aveva ucciso il padre.

Il messaggio di pace e fratellanza universale rimane intatto. I nuovi attori hanno invece consentito una variazione significativa su caratteri a lungo consolidati.

Chris Pine, Zachary Quinto, Zoe Saldana, Simon Pegg e Karl Urban sono perfetti sulla plancia dell’Enterprise e un irriconoscibile Eric Bana interpreta il cattivo Nero con la convinzione adeguata al ruolo.

La regia di Abrams è come al solito al servizio degli attori e della sceneggiatura. Gli effetti speciali non sono strabilianti, ma contribuiscono a quel gusto un po’ retrò, che aumenta l’effetto nostalgia di tutta l’operazione.

Consigliatissimo non solo agli amanti dei vulcaniani, ma anche a coloro che nulla sanno della vecchia serie.

P.S. Gli autori del copione sono gli stessi Orci e Kurtzman che hanno firmato i due Transformers e Mission: Impossible 3. Evidentemente sono più esperti di spazio profondo che di robottoni e spie…

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