Gli italiani per l’Oscar

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I film proposti dai produttori sono cinque: Baaria di Giuseppe Tornatore, Fortapasc di Marco Risi, Il grande sogno di Michele Placido, Si può fare di Giulio Manfredonia e Vincere di Marco Bellocchio.

Una commissione di quattordici membri, istituita presso l’ANICA, sceglierà il rappresentante italiano per l’Oscar: tra di loro i registi Lina Wertmuller e Paolo Sorrentino, i critici Alberto Barbera, Fulvio Caprara e Piera Detassis, i produttori Pio Angeletti, Aurelio De Laurentiis, Valerio De Paolis, Nicola Giuliano, Fulvio Lucisano, Andrea Occhipinti, Domenico Procacci e Riccardo Tozzi, ed il Direttore Generale per il Cinema, Gaetano Blandini.

La Germania ha già indicato la Palma d’Oro The white Ribbon di Michael Haneke, mentre la Francia ha scelto il durissimo Un prophète di Jacques Audiard, Grand Prix sempre a Cannes e la Corea del Sud lo splendido Mother di Bong Joon-Hoo.

Pesi massimi che non hanno paura di mostrare il lato più oscuro del proprio paese.

Non c’è dubbio che il miglior film italiano dell’anno sia Vincere, un capolavoro di limpida bellezza, di forza retorica prodigiosa e di grande invenzione visiva.

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Dopo l’incomprensibile esclusione dai premi di Cannes, meriterebbe la chance della nomination. Purtroppo però il tronfio Baaria potrebbe prevalere, secondo logiche discutibili e calcoli di comodo: è il solito film sull’Italia del dopoguerra, che può piacere agli americani, è una produzione ricca, Tornatore è già conosciuto all’Academy, in più c’è Morricone.

Tutte caratteristiche che sono anche i punti di debolezza di un film a cui sarebbe servito un produttore vero come Franco Cristaldi, capace di rimontare e tagliare quella pletora di camei inutili, con cui Tornatore ha riempito una storia semplice, piena di commossa autobiografia.

Il cinema italiano, che si presentava l’anno scorso al mondo, con due film di straordinaria modernità ed urgenza narrativa come Gomorra ed Il divo, speriamo continui a sostenere con forza il nostro cinema migliore, quello che non ha paura di raccontare con audacia, coraggio e spregiudicatezza anche anni lontani, continuando però a parlare all’Italia di oggi.

AGGIORNAMENTO 29 settembre 2009

Ovviamente il candidato italiano è Baaria.

Continuiamo così, facciamoci del male…

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