Le occasioni dell’amore – Hors-Saison **1/2
Commedia invernale nei toni del melò esistenzialista à la Claude Lelouch, questo Le occasioni dell’amore ha come protagonista un noto attore di cinema, Mathieu, che ha appena lasciato le prove dello spettacolo teatrale che dovrebbe segnare il suo debutto sul palcoscenico, abbandonando la compagnia parigina, per rifugiarsi in una piccola città di mare, dove rilassarsi con la talassoterapia.
In crisi per una scelta codarda che mostra anche la sua mediocrità professionale, cerca inutilmente di trovare pace tra selfie inopportuni e improbabili terapie.
Una mattina però gli viene recapitato un biglietto di Alice, una pianista italiana con cui era stato fidanzato quindici anni prima, quando il successo era ancora lontano.
I due si rivedono, prima con un certo sussiego, poi le distanze di accorciano e il film si trasforma in in un come eravamo pieno di rimorsi e rimpianti, che li sorprende in un presente confuso e incerto, che il loro incontro ha reso ancor più provvisorio.
Il film di Brizé, maestro soprattutto del cinema politico francese, questa volta scegli un tono leggero, intimo, malinconico, come le sue spiagge vuote, spazzate dal vento.
Nulla di nuovo sotto il sole, le solite schermaglie amorose, il solito “e se?” che non porta infatti da nessuna parte, nè per l’uno nè per l’altra, se non a ritornare simmetricamente alle posizioni di partenza.
Come direbbe il provocatore Ostlund, la nostra migliore borghesia invece di risolvere i problemi del mondo, perde tempo in schermaglie private, di interesse ombelicale. Brizé lo fa anche con grazia, anche se non riesce a chiudere il film in modo secco, dovendo inventarsi una coda che non fa che allungare il brodo inutilmente, diluendone il gusto.
Canet è bravo soprattutto nelle parti comiche, che riempiono il primo atto. La Rohrwacher, nei panni della donna senza stima di sè, che si è costretta ad una vita marginale e di provincia, è per una volta indovinata. Solo che non si comprende cosa il divo possa trovare ancora in lei.
La parentesi lunga del matrimonio nella casa di riposo è efficace, tuttavia sembra un corpo estraneo, inserito a forza in un’altra storia.
Il film funziona per lo spazio delle due ore del racconto e forse anche meno, inghiottito subito nei recessi della memoria.
Superfluo.
In sala solo a Natale 2024 con I wonder.
