Il Sundance di Robert Redford è ormai diventato un momento chiave nella stagione cinematografica internazionale. Molti festival a partire da Cannes pescano qui i film nordamericani più originali e anticonformisti.
Certo, con gli anni si è affermato anche un modello produttivo del tutto peculiare, fatto di film a basso budget, ben interpretati, opere prime interessanti fondamentalmente “carine” e dai buoni sentimenti.
Occorre quindi saper distinguere.
Le prime notizie riguardano il nuovo film di Drake Doremus (Like Crazy, ancora inedito in Italia): Breathe In è un melodramma con Felicity Jones e Guy Pearce, un amore impossibile tra un musicista e la sua allieva. Doremus sembra continuare felicemente la sua educazione sentimentale.
Ha deluso invece Stoker di Park Chan-wook con Mia Wasikowska e Nicole Kidman: troppo stile e poca sostanza, secondo le prime recensioni.
Ha spiazzato anche Before Midnight, terzo film del trio Linklater, Hawke, Delphy: nove anni dopo Before Sunset, il romanticismo e la leggerezza sono sfumati. Restano i rimpianti di due quarantenni in vacanza in Grecia.
Si parla invece benissimo di Ain’t Them Bodies Saints, l’opera seconda di David Lowery, un incrocio tra La rabbia giovane di Malick e Bonnie & Clyde di Penn, che aspira al classico senza tempo, grazie alle interpretazioni di Rooney Mara, Casey Affleck, Ben Foster, Keith Carradine e Nate Parker.
I protagonisti sono una coppia di rapinatori. Quando lei spara ad un agente, lui si prende la colpa e finisce in carcere, mentre lei può far nascere e crescere la loro bambina in libertà.
Ma tra l’agente colpito e la donna nascerà un rapporto ambiguo. Grande crescendo drammatico. Un film di cui si parlerà molto, secondo chi l’ha visto in anteprima.
Nei prossimi giorni nuovi aggiornamenti dal festival.

