Alla fine, dopo mille polemiche un po’ pretestuose, la giuria “non politica” di Wim Wenders ha premiato uno dei film più politici del concorso: Yellow Letters del tedesco di origini turche Ilker Çatak.
Il film è ambientato nella Turchia di oggi e racconta la storia di una coppia: un drammaturgo e un’attrice di successo improvvisamente accusati di fomentare con la loro militanza intellettuale l’odio contro lo stato e di favorire fantomatici terroristi.
La loro vita viene completamente stravolta quando il teatro blocca le repliche del loro spettacolo, l’attrice non trova nuovi ingaggi e il marito perde il suo lavoro di docente.
Sono addirittura costretti a lasciare Ankara, trasferendosi a Instanbul con la figlia adolescente, a casa dei suoceri.
Ilker Çatak aveva già convinto con il bellissimo La sala professori. Il suo film è stato girato in Germania, nell’impossibilità di raccontare una storia del genere nel Paese di Erdogan.
Anche il Grand Prix va a un regista turco, Emin Alper per Salvation, mentre il miglior regista è il documentarista Grant Gee.
Miglior attrice Sandra Huller per Rose.
Di seguito tutti i premi:
Golden Bear: “Yellow Letters,” İlker Çatak
Silver Bear Grand Jury Prize: “Salvation,” Emin Alper
Silver Bear Jury Prize: “Queen at Sea,” Lance Hammer
Silver Bear for Best Director: “Everybody Digs Bill Evans,” Grant Gee
Silver Bear for Best Lead Performance: “Rose,” Sandra Huller
Silver Bear for Best Supporting Performance: Anna Calder-Marshall and Tom Courtenay for “Queen at Sea,” Lance Hammer
Silver Bear for Best Screenplay: “Nina Roza,” Geneviève Dulude-De Celles
Silver Bear for Outstanding Artistic Contribution: “Yo (Love Is a Rebellious Bird),” Anna Fitch and Banker White
