El’Sardines: un visto sul passaporto vale più di un matrimonio

El’Sardines **1/2

El’Sardines è una serie Arte che condensa in sei rapidissimi episodi, con tono ironico e modo leggero, una vicenda di emancipazione non priva di contenuti sociali importanti. Intanto il contesto: siamo dalle parti di Orano, Algeria, ai tempi del cambiamento climatico. La premessa ecologica è significativa, perché dal mare, principale fonte di reddito per la comunità locale, sono improvvisamente sparite le sardine.

La serie-bonsai è il frutto dell’incontro tra due anime affini, la poeta e performer femminista Zoulikha Tahar e la scrittrice Kaouther Adimi, nota in Italia per il romanzo La libreria della rue Charras (L’Orma editore). Le due showrunner, entrambe algerine di nascita, raccontano una storia di formazione, in cui il senso di colpa cede di fronte al bisogno di libertà. La domanda di fondo, ha commentato Zoulikha Tahar, anche regista di El’Sardines, è se partire equivalga a tradire.

Mancano solo sei giorni (“il tempo cui Dio ha cambiato il mondo”) al matrimonio della giovane Inès. Mentre la madre, Naïma, corre dietro ai preparativi e il padre, Hakim, proprietario di una pescheria ovviamente in crisi, si abbandona a facili complottismi, Zouzou, la sorella maggiore, conquista la nostra attenzione. Zouzou attende di sapere se la sua richiesta di visto per recarsi all’estero sia stata accettata o meno. In caso di risposta positiva, la brillante bioingegnera trentenne, ancora scandalosamente single, potrà imbarcarsi su una nave con altri scienziati. Molti di loro sono europei e, tranne lei, tutti uomini. Zouzou dovrebbe partire il giorno dopo la cerimonia ma non ha il coraggio di dirlo a nessuno.

Il paese di Zouzou è un microcosmo avvitato su se stesso e nostalgicamente incantato, simile ai mondi della letteratura sudamericana intinti nell’inchiostro del realismo magico. Nelle vie dai colori caldi i ragazzi sfaccendati importunano Zouzou invitandola a sposarsi, magari con un animale domestico… Più che la cattiveria o l’ignoranza, notiamo il peso specifico della tradizione e dei costumi. La donna non sposata, alias zitella, nell’immaginario condiviso dalla comunità è una stranezza, un fiore raro e velenoso, un elemento contrario alle regole.

Le autrici introducono la figura di Warda, collega e amica del cuore di Zouzou, anche lei in attesa dell’agognata carta bollata. Warda è divorziata, un dato biografico giudicato con severità dalla famiglia di Zouzou. Naïma non ha dubbi: è stata lei, con il suo esempio di donna ribelle e anticonformista, a portare quella figlia ormai adulta sulla cattiva strada. Alle due biologhe si avvicina spesso un ragazzino goloso di novità e simpaticamente pettegolo. Tra i personaggi minori spicca Nadia, parrucchiera di professione e psicologa per necessità, tormentata dal suo vicino di casa che le… ruba la corrente.

Nel salone di bellezza, forse l’unico posto tranquillo dell’intera Algeria (certo non lo sono i tetti dove si stende la biancheria!), la protagonista di El’Sardines si può sfogare, rivelando a Nadia e alle altre clienti di aver avuto un corteggiatore. Ah, gli uomini… Il pavido Amin non ebbe mai il coraggio di farle la proposta di matrimonio. Per questo fu lei ad esporsi. Come può una donna permettersi di prendere l’iniziativa al posto di un uomo e specialmente dopo sole tre settimane di fidanzamento??

“Attenta ai ragazzi che frequenti”. Ancora adesso Naïma le contesta i pantaloni attillati, le spalle scoperte e i tagli di capelli disonorevoli. Zouzou è fuori dai canoni, Inès no. Modelli agli antipodi? Nonostante tutto, le due sorelle sono più simili di quanto possa apparire al primo sguardo. Prendere il largo dalla famiglia di origine è il sogno di entrambe. Per Inès, la scelta di trasferirsi ad Algeri dopo le nozze è l’unica soluzione.

In Zouzou, di cui scorgiamo i sofferti passaggi interiori grazie a brevi animazioni, si avverte un fondo di malinconia. A complicare le cose ci si mette la burocrazia, incomprensibile in Algeria come altrove. Zouzou ottiene il visto, Warda no. La partenza, per una ragazza mai andata oltre le colonne d’Ercole di Orano, assume i contorni di un distacco non semplice. Un distacco dal passato, dagli affetti, dalle amicizie.

“Chi ti vorrà dopo un anno passato su una barca piena di uomini?” La paura del disonore è in agguato. Il corpo è un campo di battaglia conteso tra forze opposte. La religione e l’individuo, i valori tradizionali e l’affermazione personale: chi avrà la meglio? Hakim, che pure ha il coraggio di sfidare l’autorità dell’imam davanti al suo rifiuto di pregare per la pioggia (il legame tra la siccità e la scomparsa del pesce è tutto da verificare…), si rivela un padre meno disponibile del previsto. Delusione è la parola utilizzata per stigmatizzare la decisione di Zouzou.

Tragedia? No, perché infine vince l’amore, il sentimento che apre alla comprensione altrui. La separazione è celebrata da un abbraccio intriso di autentica emozione. Non si pensi però a un finale stucchevole. Le sardine tornano nel mare di Orano, proprio mentre Zouzou si allontana in auto, riconciliata con Warda e convinta di aver imboccato la strada giusta. Accanto alla fiducia nel futuro, si spande una nota di nostalgia. La spedizione guadagnata con fatica, la cui missione è studiare il surriscaldamento dei mari, sarà il suo modo di contribuire alla difesa e alla prosperità della terra di origine.

Nella serie il tema della disinformazione è trattato con garbata ironia. Una delle tesi cospirazioniste di Hakim chiama in causa la perfida comunità internazionale, che non avrebbe perdonato all’Algeria la storica vittoria sulla Germania Ovest ai Mondiali di calcio dell’82… Resta impressa l’indifferenza generale degli algerini ritratti nella serie, a parte Zouzou e Warda (due donne!), per la minaccia ecologica, mai riconosciuta dai diretti interessati per ciò che effettivamente è. Tuttavia, il messaggio resta moderatamente ottimistico e di portata universale.

El’Sardines ci trasmette infatti un insegnamento: anche in un contesto poco ricettivo o addirittura ostile, la scienza e, più in generale, il sapere che nasce dai libri, dal lavoro, dal confronto e dall’esperienza, può emergere, senza mettere necessariamente in pericolo le fondamenta comunitarie. Attraverso la forza gentile della cultura il progresso è possibile.

Alla fine l’armonia vince sull’arroganza. La verità cercata da Zouzou è in sintonia con l’amore e la tenerezza provata per quei genitori un po’ scombiccherati, sempre a un passo dalla crisi coniugale, lasciati a casa eppure portati con sé, nel cuore. Agli attori principali, Meriem Amiar, Dalila Nouar, Rabie Ouadjaout, Marwa Bakir e Lina Boumedine, va il plauso per la sincera interpretazione, costruita soprattutto attraverso i gesti e i volti.

Titolo originale: El’Sardines

Numero di episodi: 6

Durata: 11 minuti l’uno

Distribuzione: ARTE

Uscita in Italia: Luglio 2025

Genere: Comedy

Consigliato a chi: ha la passione per i pigiami di Hello Kitty, non ama i vestiti fatti su misura.

Sconsigliato a chi: non ha mai ricevuto una cassa di pesce in regalo, segue gli ex fidanzati su Instagram.

Visioni e letture parallele:

Altre sorelle, questa volta turche, sempre contro il potere: Mustang (2015) di Deniz Gamze Ergüven. Disponibile su varie piattaforme.
Surreale, ipnotico, straniante: è il romanzo L’amore al tempo dei cambiamenti climatici di Josef Pánek, Keller Editore, 2020.
Di Boualem Sansal, scrittore detenuto nelle carceri algerine per “attentato all’unità nazionale”, consigliamo Vivere. Il conto alla rovescia, Neri Pozza, 2025.

Una domanda che non ti aspetteresti da una madre: “a che ti servirà la salute, se poi finirai da sola?”

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