The Featherweight **1/2
Willie Pep è stato uno dei più grandi peso piuma della storia del pugilato: 210 vittorie in 231 incontri negli anni ’40, campione del mondo dal 20 novembre 1942 al 29 ottobre 1948 e dall’11 febbraio 1949 all’8 settembre 1950, per quasi 8 anni consecutivi con un’interruzione di tre mesi e mezzo dovuta alla sconfitta contro il suo eterno rivale Sandy Saddler.
Era nato Guglielmo Papaleo da una famiglia italoamericana di Hartford in Connecticut e qui era tornato a vivere negli anni ’60 dopo il ritiro e il quarto matrimonio con una giovane aspirante attrice.
Quando lo incontriamo all’inizio di quello che è costruito come un finto documentario sul suo ritorno a boxare, è un uomo di mezza età che ha sperperato le sue borse e vive vendendo i suoi cimeli e prendendo soldi a strozzo.
Il figlio è tossicodipendente, la moglie troppo indipendente e lontana dal suo mondo, il suo vecchio allenatore lo invita a lasciar perdere godendosi i suoi giorni migliori in Florida, dove una palestra lo vuole come allenatore id un giovane talento.
Eppure Willie è deciso a tornare sul ring. Nelle immagini rubate dalla troupe incaricata di filmarlo giorno e notte per testimoniare il suo comeback, assistiamo invece alla dissoluzione della sua famiglia, alle tensioni continue, al suo tentativo di negare il tempo passato e perduto.
Il film sembra una costola di Toro Scatenato: raccontando esattamente gli stessi anni e lo stesso milieu sportivo e antropologico, Kolodny accentua la dimensione privata del film di Scorsese, lasciando a pochi flashback il racconto delle imprese sportive.
Il film usa la grana di un 16mm amatoriale e si insinua nelle vite dei suoi protagonisti con la camera a mano, restituendo la sensazione di quel cinema verité allora così in voga.
Il risultato è un film caldo, appassionato, il ritratto di un uomo di sport incapace di gettare la spugna, nella vita come sul ring, pieno di difetti e di debolezze eppure vitale, simpatico, comunicativo. Meno brutale e geloso di La Motta con le sue donne, eppure parte della stesso cultura maschilista e possessiva.
The Featherweight ovvero Il peso piuma è una piccola deliziosa sorpresa di Orizzonti.
Prodotto anche dalla Appian Way di DiCaprio è un bellissimo ritratto italoamericano, che trasmette autenticità, come accade sempre più di rado.
