Mr.Grey Is Coming To Town: BDSM per San Valentino…

Cinquanta sfumature

Cinquanta sfumature di grigio

Squillino le trombe: Mr Grey è arrivato in città!

Esce oggi il primo capitolo, o meglio paragrafo (ancora non è sicuro il numero di film che ne tireranno fuori), della trilogia tratta dai libri di E L James “Fifty Shades of Grey”.

Come per ogni adattamento ci saranno due tipi di spettatori: chi ha avuto il piacere e la vergogna di leggere il libro, e chi invece, nonostante l’assurdo successo, è riuscito ad evitarlo e se ne godrà una prima visione.

Coloro che non hanno idea di chi sia, o di cosa siano, le 50 sfumature di Grigio, rimarranno piacevolmente sorpresi da questo porno soft, soft porno, qualcosa di un po’ porno; nulla di eclatante, niente di troppo cattivo, niente di troppo spinto. Probabilmente dopo questa visione vi verrà voglia di dedicarvi a Bondage&Affini, anche se non credo che quello mostrato sia esattamente quello che vi aspetta.

Chi invece ha trovato il tempo di nascondersi per farsi rapire dal fantastico mondo di Anastasia Steele, protagonista femminile interpretata da Dakota Johnson (ventenne vergine proveniente direttamente dall’isola che non c’è), uscirà dalla sala con un picco di disappunto: un film è un film, un libro è un libro. L’adattamento non è male, i punti fermi (caldi) ci sono, ma non rapisce: manca la storia vista con gli occhi di Santa Ana, dove tutto è nuovo, tutto è scoperta, e mancano le scene di sesso. Mancano decisamente.

Io stessa sono rimasta sorpresa di sentire in sala più risate che mugolii, dovute alla bravura di Mrs Johnson, che ad interpretare l’innocente agnello pronto a darsi in pasto al lupo, è piuttosto brava.

Meno efficace forse Jamie Dornan: il suo compito era quello difficile, il suo Mr Grey è poco credibile, come lo è sulla carta. Ma non è colpa sua. E’ che nel 2015 mettere un folle maniaco masochista (per quanto figo e ricco) con dei seri problemi comportamentali, nella scatoletta dei “principi azzurri” a me sembra un po’ assurdo. Ma è bello, questo gli va riconosciuto.

Azzeccatissima la colonna sonora. La versione porno soft, soft porno di Beyoncè di “Crazy In Love” è già hit.

In una Seattle che se non fosse per la pioggia non si distinguerebbe da qualsiasi altra metropoli, vengono ambientati 124 minuti che riescono tuttavia a scorrere abbastanza velocemente e divertono più del previsto; ma io ho avuto il piacere di guardarlo in lingua originale, spero che la mano della “censura all’italiana” non produca ulteriori danni.

La mano della regia, per sua stessa ammissione, si vede nel taglio delle scene di sesso, nel senso che ha proprio deciso di tagliarle.

Scena finale: la migliore su tutte.

Cinquanta sfumature...

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