La recensione settimanale di Paolo Mereghetti è dedicata al nuovo film di Giorgio Diritti con Jasmine Trinca.
“[…] si esce dall’ultimo film di Diritti come raramente succede dopo un’opera italiana: come se non ci sia trovati di fronte a una «storia» da cui farsi prendere o respingere, ma piuttosto a un «pensiero» con cui misurarsi e magari anche lottare. Non un’avventura dell’immaginario dentro cui tuffarsi, ma una morale di vita (e di cinema) che ci interroga nel profondo.
Non è una scommessa da poco: chiede allo spettatore di misurarsi con un’asticella molto alta, come raramente siamo abituati a fare.
[…] Ce lo dice fin dalla primissima scena, quella di una luna velata dalle nuvole che si dissolve in una ecografia fetale e lascia un silenzioso rimpianto sul volto di Augusta (Jasmine Trinca), italiana finita in Brasile su un battello con suor Franca (Pia Engleberth), a evangelizzare e aiutare le popolazioni indios del Rio delle Amazzoni. Portare il cristianesimo vuol dire anche aiutarli a sbarcare il lunario, secondo una logica di carità religiosa e umana insieme che la suora accetta senza porsi tante domande, ma che Augusta non riesce a fare sua.
[…] nella seconda parte del film, quando Augusta lascia suor Franca per scegliere di condividere la povera vita della favelas. Qui Diritti filma con un rinnovato slancio visivo, con una macchina più mobile e stando più addosso ai personaggi, come a voler riempire lo schermo con quelle briciole di felicità che Augusta riesce finalmente a trovare.
[…] Un qualche finale consolatorio è fuori discussione. Forse avrebbe potuto trovare spazio in un film dove il regista si fosse sentito meno coinvolto, non qui. «Un giorno devi andare» diventa così l’esortazione/comando verso una vita dove tutto dovrebbe ritrovare un senso e che invece la protagonista riesce a trovare solo nel sorriso di un bambino.

