Irvin Kershner ha raggiunto Darth Vader

Se n’è andato anche lui ieri sera. Irvin Kershner, regista de L’impero colpisce ancora, aveva 87 anni. Famoso quasi esclusivamente per aver diretto il secondo episodio di Star Wars, aveva cominciato in televisione negli anni ’60 ed era approdato al cinema con alterne fortune. Ricordiamo almeno il suo thriller Gli occhi di Laura Mars. Era esperto in sequel e nel rigenerare formule già sperimentate da altri: oltre a quello per Lucas, aveva diretto S*P*Y*S*, con lo stesso cast di M*A*S*H*, La vendetta dell’uomo chiamato cavallo, Mai dire mai e Robocop 2.

Lucas lo ricorda così: Il mondo ha perso uno dei più grandi registi nonnché una delle persone più geniuine che io abbia mai avuto il piacere d’incontrare. Irvin Kershner era un gentiluomo, nel senso più puro del termine. Quando penso a Kersh, penso al suo calore umano, alla sua premurosità, al suo talento. Lo conobbi alla USC (University of Southern California, ndr), dove frequentavo le sue lezioni.
“Era nella commissione del festival che attribuì il premio al mio corto THX. Lo considero come un vero e proprio mentore. Seguendo Star Wars, sapevo con certezza una cosa: non volevo dirigere il secondo episodio. Avevo bisogno di qualcuno di cui mi potessi fidare, qualcuno che ammiravo realmente e il cui lavoro avesse maturità e humor. Kersh era la risposta. Non volevo che L’Impero diventasse il solito sequel, un altro episodio in una saga di fantascienza. Stavo tentando di edificare qualcosa e sapevo che Kersh era la persona giusta per aiutarmi a realizzare tutto questo. Ha contribuito tantissimo a Guerre Stellari e gli sono davvero grato. Era un amico oltre che un collega e mi mancherà moltissimo.

Lo ricordiamo con alcune sue parole, particolarmente significative:” Ho paura del patriottismo. Il mondo è diventato molto piccolo e la comprensione cosmica fa sì che il patriottismo sembri una nozione adolescenziale, è per questo che con esso si riescono facilmente a manipolare le menti immature.
Credo davvero che il patriottismo nel suo senso comunemente accettato significhi accettare pregiudizi sociali e meno ne avremo più saremo liberi.”
 

E tu, cosa ne pensi?

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.