Il capitano della TNT-Tactical Narcotics Team della polizia di Miami-Dade è al telefono con un informatrice quando viene aggredita e uccisa da due uomini mascherati con un passamontagna nero. Prima di morire fa in tempo a mandare un messaggio.
Il giorno dopo la sua squadra, guidata dal vice Dane e dagli agenti JD, Ro, Numa e Lolo viene interrogata dall’FBI in cerca di una pista da seguire.
Nel pomeriggio grazie a una soffiata anonima, Dane e gli altri si dirigono in una casa nel quartiere di Hialeah per recuperare dei soldi sporchi.
Gli apre una giovane, Desi Molina, la nipote della defunta proprietario.
Quando nelle pareti della soffitta Dane e JD trovano secchi pieni di dollari per oltre 20 milioni, capiscono che qualcosa non quadra. Un primo scontro a fuoco viene sventato, ma chi li ha presi di mira? Il jefe del narcotraffico a cui appartengono i soldi o qualche collega corrotto che vuole mettere le mani sui soldi?
Il film scritto e diretto da Joe Carnahan (Narc, A-Team, The Grey) per la Artists Equity di Damon e Affleck è un gustosissimo thriller che ricalca lo schema dell’assedio notturno come nel memorabile Un dollaro d’onore di Hawks.
Salvo il prologo e l’epilogo, il film è tutto girato nei pressi dell’abitazione visitata dalla TNT, nel soffitto, nello spazio a piano terra, nel garage e nello spiazzo che la collega ad un quartiere fantasma, apparentemente lindo e borghese, in realtà completamente gestito dai trafficanti colombiani.
Se la dimensione puramente di genere è efficace grazie ad una struttura narrativa stratificata che non consente di identificare immediatamente chi sta effettivamente facendo il doppio gioco e chi davvero voglia rubare i soldi della retata, l’elemento sociologicamente più interessante riguarda per l’ennesima volta le misure che il narcotraffico utilizza per occultare i suoi traffici e in particolare le infinite disponibilità di denaro contante.
La coppia Affleck-Damon gioca sul velluto di una familiarità coltivata dietro e davanti allo schermo negli ultimi trent’anni.
Il copione li allontana e li riavvicina più volte, sia fisicamente che nelle posizioni rispetto alle scelte della nottata.
Sarebbe un peccato dire di più, tuttavia non è tanto nel cast – sia pure molto ricco con Teyana Taylor, Catalina Sandino Moreno, Steven Yeun, Kyle Chandler e Sasha Calle – che il film trova la sua dimensioen più autentica, quanto nei meccanismi narrativi, nella messa in scena serrata, nervosa, che sfuma le posizioni di ciascuno.
Sia pure nei termini che Damon e Affleck hanno chiarito candidamente nelle interviste per il film – il plot ribadito almeno tre o quattro volte, un set d’azione nei primi cinque minuti per ingaggiare lo spettatore – la commissione di Netflix non è particolarmente fastidiosa e si adatta piuttosto bene ad un prodotto medio come questo, senza particolari necessità spettacolari e con un impianto drammatico tradizionale.
Una volta sarebbe stato il classico poliziesco da sabato sera con gli amici. La spina dorsale del cinema medio americano, con due divi affermati nella loro comfort zone. Adesso ciascuno se lo guarda a casa sul divano.
Così è, se vi pare…

