Il modesto Conan O’Brien tornerà a presentare gli Oscar anche nel 2026. L’Academy ha scelto di confermarlo nonostante gli ascolti appena sufficienti, una cerimonia lunghissima e old style, priva di qualsiasi vero momento da ricordare.
Il suo monologo iniziale è stato fiacchissimo, le rare battute della serata quasi sempre altrettanto. Eppure nel clima generale di paura che sembrano vivere le istituzioni culturali americane, la sua conduzione priva di ogni vero spunto politico o sociale è apparsa all’Academy la scelta migliore per non suscitare le ire del vendicativo nuovo presidente, che se l’era presa con Jimmy Kimmel in passato per le sue battute e che ha già imposto il suo controllo o la chiusura sul Kennedy Center, su Voice of America e su altre istituzioni considerate nemiche.
E allora tocca nuovamente a O’Brien. E con lui a Raj Kapoor e Katy Mullan per il terzo anno produttori della serata. Ma piuttosto, tutti nuovi membri dell’Academy scelti in nome della diversity, dell’inclusione, del multiculturalismo nel corso dell’ultimo decennio potranno ancora votare?
Appuntamento al 15 marzo 2026.
