When Evil Lurks

When Evil Lurks **1/2

Film di coproduzione argentino-americana, diretto da Demian Rugna, dopo che la sua sceneggiatura era stata segnalata allo Sitges Film Festival del 2021, When Evil Lurks è un horror di possessione demoniaca, che costruisce regole proprie, un universo narrativo coerente e un contesto ambientale e familiare che funzionano da detonatore di inquietudini che il regista non esita a far collidere, sfidando tabù e sensibilità.

Siamo in piena campagna e i fratelli Jaime e Pedro vengono svegliati all’alba da alcuni colpi di arma da fuoco. Quando si avventurano nei boschi che circondano la loro proprietà, ritrovano il cadavere di un uomo tagliato a metà di netto di cui rimangono solo le gambe.  Accanto al corpo una valigia con strani strumenti.

Continuando ad esplorare si imbattono in una donna anziana che vive con i suoi due figli adolescenti in una casupola fatiscente. Uno dei suoi ragazzi, Uriel, è “rotten”, ovvero è posseduto da oltre un anno da un demone che si è impossessato del suo corpo per rinascere a nuova vita: gonfio sino all’inverosimile, sdraiato su un letto lercio, aspetta che un “cleaner” lo aiuti a porre fine alle sue sofferenze.

Nonostante la madre abbia avvertito le autorità da un pezzo, nessuno sembra curarsi della situazione. Il cadavero ritrovato nei boschi è probabilmente quello del “cleaner” inviato dal governo. Pedro e Jaime avvisano lo sceriffo e la polizia, ma nessuno gli crede.

Assieme a Ruiz, il proprietario delle terre dove sorge la casa in cui giace Uriel, i due protagonisti decidono di trasportare il corpo lontano, in modo che qualcun altro possa occuparsene.

Durante il viaggio il corpo scompare. Quando Ruiz torna a casa scopre però che una delle sue capre è stata infettata dal demone. Contravviene però ad una delle regole fondamentali in caso di possessione: spara all’animale col suo fucile, venendo immediatamente contagiato e con lui la moglie che lo uccide con un’ascia e si suicida.

I due fratelli decidono così di lasciare la campagna, ma Pedro vuole recuperare e avvertire del pericolo la ex moglie e i figli, il più grande dei quali è disabile, che vivono in città. Quando si presenta a casa loro, nonostante l’ordine restrittivo, la situazione precipita.

La fuga su un pick up non servirà a liberarsi dal male che si diffonde come un contagio invisibile…

Il film di Rugna è animato da un ritmo sostenutissimo e da una capacità di mantenere alta la tensione con pochissimi elementi e senza il bisogno di mostrare sangue o giocare con jump scare e altri vecchi trucchi. Nella prima parte il film si muove come su un filo sottile costantemente teso: la possessione viene immediatamente accettata e i più anziani ne conoscono anche le regole alla perfezione, come se si trattasse di un elemento connaturato al folklore locale e non un evento eccezionale, tuttavia quando Pedro si presenta a casa della moglie, la sua concitazione sembra l’ennesimo artificio di un marito assente e incapace di prendersi le sue responsabilità.

É interessante che il film utilizzi il contesto familiare e i suoi legami come fulcro delle debolezze dei personaggi, rompendo ogni convenzione, sfruttando sino in fondo le fragilità emotive e sfidando anche il tabù dell’innocenza dell’infanzia e della disabilità, costruendo tutta la seconda parte del racconto in modo decisamente perturbante e allontanandosi da ogni correttezza politica.

Mano a mano che il film procede la tensione elettrica iniziale lascia il posto ad un andamento più piano, con atrocità che costringono Pedro e Jaime a fare i conti con una realtà non più arginabile, che ha dilaniato la loro famiglia ed a cui non c’è una vera risposta.

Anche il finale, da questo punto di vista, rimane significativamente aperto sulla constatazione di una sconfitta irredimibile. Il male è in mezzo a noi, tra le nostre persone più care, si fa beffe di noi e dei nostri sentimenti di cura e protezione.

Più compatta e riuscita la prima parte che inizia bruscamente in media res e centellina gli elementi horror disegnando un percorso di fuga che ritorna sempre all’inizio; più ordinaria e splatter la seconda che tuttavia ci costringe a fare i conti con la dimensione terrena del Male, anche se qualche caduta di tono e qualche personaggio funzionale solo alla costruzione drammatica, la rende più faticosa.

Memorabile la lunga scena del cane a casa della ex moglie di Pedro, capace di costruire un crescendo continuamente rimandato, fino all’inevitabile colpo di scena.

Il film ha debuttato a Toronto ed è passato nelle sale americane grazie a IFC, prima di finire sulla piattaforma Shudder.

Visto il successo dei film di genere al box office, non è escluso che qualcuno in Italia lo possa acquistare per una distribuzione in sala o online.

 

 

 

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