George Lucas ha ceduto la sua Lucasfilm alla Disney in cambio di 4 miliardi dollari, la metà in azioni.
Già ad inizio anno Lucas aveva lasciato le redini della società alla storica collaboratrice di Spielberg, Kathleen Kennedy. Ora arriva la notizia della vendita.
Dopo aver acquistato la Pixar e poi la Marvel, la compagnia di Mickey Mouse, che possiede anche la ABC ed ESPN, si è aggiudicata una delle società più famose degli anni ’80, oggi forse un po’ in declino, ma proprietaria di due franchise storici: Star Wars, naturalmente, e Indiana Jones.
La notizia è stata infatti accompagnata dall’annuncio che un nuovo Episodio 7 sarà nelle sale nel 2015. Il primo trattamento è stato completato e gli altri episodi della nuova trilogia, usciranno negli anni immediatamente successivi, 2017 e 2019. George Lucas sarà solo un consulente, non dirigerà o scriverà più direttamente i nuovi episodi.
Secondo Lucas: For the past 35 years, one of my greatest pleasures has been to see Star Wars passed from one generation to the next, It’s now time for me to pass ‘Star Wars’ on to a new generation of filmmakers. I’ve always believed that ‘Star Wars’ could live beyond me, and I thought it was important to set up the transition during my lifetime. I’m confident that with Lucasfilm under the leadership of Kathleen Kennedy, and having a new home within the Disney organization, ‘Star Wars’ will certainly live on and flourish for many generations to come. Disney’s reach and experience give Lucasfilm the opportunity to blaze new trails in film, television, interactive media, theme parks, live entertainment, and consumer products.
Nella notte italiana ci sarà una conferenza stampa congiunta, ma certo è la fine di un epoca: la Lucasfilm ed il suo marchio hanno accompagnato la nostra infanzia di trenta-quarantenni: non solo le due serie famosissime, ma anche Mishima di Schrader, Labyrinth, Willow di Howard, Tucker di Francis Coppola, e poi la LucasArts nei videogiochi e la Industrial Light and Magic per gli effetti speciali digitali, vincitrice di 15 premi Oscar e per lunghissimi anni leader assoluta del mercato.
L’ultimo degli allievi della New Hollywood – per molti il suo assassino – Lucas è una figura molto controversa, soprattutto perchè non ha saputo capitalizzare negli anni il patrimonio di popolarità creatosi attorno a Guerre Stellari. Il fiume di denaro è rimasto pressochè intatto negli ultimi 30 anni, anche grazie agli accordi commerciali e ad una nuova trilogia deludentissima, ma profittevole. Lucas si è però sempre più chiuso nel suo mondo, come un Paperon de’ Paperoni intento solo a contare i suoi dollari: avrebbe potuto dirigere molti altri progetti, come ha fatto Spielberg, avrebbe potuto ritornare ai suoi progetti personali e indipendenti, come hanno fatto Coppola e De Palma, avrebbe potuto anche solo limitarsi a mettere a disposizione la sua enorme esperienza e la sua influenza, per produrre pressochè qualunque cosa avesse voluto.
Nulla di tutto questo: la sua carriera si è in fondo fermata alla fine degli anni ’80, con l’ultima crociata di Indiana Jones. La stessa Lucasfilm ha diradato drasticamente le sue produzioni.
Non a caso il vero valore cinematografico della compagnia acquistata dalla Disney è tutto nei diritti della esalogia di Star Wars – già peraltro ampiamente sfruttata con vhs, dvd, edizioni speciali, cofanetti, riconversioni in 3D e blu ray – nonchè nei nuovi e già annunciati sviluppi della saga ancora amatissima, soprattutto negli States.
Purtroppo, ancora una volta, lo immaginiamo così, George Lucas: chiuso nel suo ranch, a contare il flusso interminabile dei biglietti verdi…
AGGIORNAMENTO 2 NOVEMBRE 2012
Giunge la notizia che Lucas, novello Bill Gates, voglia destinare gran parte di quanto ricavato dalla cessione della Lucasfilm a progetti educativi e di beneficenza. E’ un’ottima cosa, soprattutto in un paese senza welfare come gli Stati Uniti. Meglio tardi che mai.

