La Miramax chiude. Viva la Miramax

E’ stata una della case di produzione più innovative degli ultimi vent’anni. Oggi si è dimesso il presidente Battsek e la Disney, che la acquistò nel 1993 e che ne aveva ereditato completamente il controllo nel 2005, ne annuncerà la chiusura definitiva.

La Miramax segue il destino di molte altre cosiddette mini-major: società satellite delle sei grandi case di produzioe hollywoodiane, specializzate in film indipendenti, originali, a medio-basso budget, capaci di creare Il Signore degli Anelli, come Il petroliere.

Per loro la crisi economica dell’ultimo biennio è stata fatale: le case madri hanno tagliato i finanziamenti, le hanno assorbite ed hanno spesso preferito investire i loro soldi in solidi – e inutili – remake o franchise già sperimentati.

Fondata nel 1979 dai fratelli Bob e Harvey Weinstein, deve il suo nome alla combinazione dei nomi dei loro genitori, Max e Mira. Sotto la guida dei due, la piccola indipendente newyorkese si è trasformata in uno dei marchi più noti nel mondo: negli anni d’oro è arrivata produrre perfino kolossal come Master and Commander, Gangs of New York e Aviator.

Dopo la cacciata dei due fondatori, anche a seguito dei forti contrasti per la distribuzione di Fahrenheit 9/11 di Michael Moore, la Disney ha lasciato che si spegnesse lentamente, nonostante l’exploit di Non è un paese per vecchi, mentre i Weinstein aprivano la loro nuova Company, che non ha mai raggiunto i fasti della vecchia Miramax.

Con il fallimento della Orion nei primissimi anni ’80, la Miramax aveva ereditato da quest’ultima la capacità di imporre piccoli progetti indipendenti e personali all’attenzione generale, conducendo spesso campagne per gli Oscar aggressive e vincenti. Nel corso degli anni ha portato al successo molti grandi talenti: da Il mio piede sinistro a Clerks, da Exotica a Lezioni di Piano, da Pulp Fiction a Il paziente inglese, da La vita è bella a Il postino, da La moglie del soldato a Neverland, da Kill Bill a Chicago, da Shakespeare in Love a the Others, da Pallottole su Broadway a The hours.

Ora sembra che i Weinstein vogliano ricomprare lo storico marchio dalla Disney. Sarebbe l’unico modo per consentire alla Miramax di continuare a vivere la sua storia gloriosa.

Auguri!

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