Dieci lungometraggi, tantissimi corti, la serie epocale Twin Peaks ripresa nel 2018, meditazioni, mostre e gallerie dei suoi lavori d’artista e un’impronta indelebile sul cinema americano degli ultimi 50 anni.
Impossibile dire la grandezza di uno di quegli uomini che ha dedicato la sua vita a indagare il mistero, i recessi della mente e dello spirito, a seguire le curve impossibili di tempo e spazio, non arrestandosi mai di fronte al perturbante, all’ignoto, alla metafisica delle apparizioni del nostro inconscio.
Come tutti i giganti, ci lascia ora più piccoli e indifesi. Con il solo conforto delle sue visioni, che non smettono mai d’interrogarci.


Una grandissima perdita per il cinema mondiale.