Venezia 2024. Leone d’Oro a Pedro Almodovar. A Vermiglio e The Brutalist i Leoni d’Argento

Dopo aver inseguito per tutta la sua carriera un premio maggiore nei grandi festival europei, Pedro Almodovar vince il Leone d’Oro di Venezia 81 con il suo La stanza accanto, una riflessione sulla dignità della morte e la libertà di scelta.

A noi non è parso uno dei suoi migliori lavori, ma come si fa a dissentire di fronte al premio ad uno dei maggiori registi europei dell’ultimo mezzo secolo? Impossibile.

E allora festeggiamo con Pedro. Il resto conta poco. Se non che Almodovar aveva vinto già il Leone d’Oro alla carriera cinque anni fa.

Bellissimo il Leone d’Argento Gran Premio Speciale della Giuria allo straordinario Vermiglio di Maura Delpero, un film italiano fuori dal tempo e dalle mode, ma pieno di straordinaria autenticità.

E’ il quarto anno di fila che Venezia consegna un Leone d’Argento ad un italiano: dopo Sorrentino, Guadagnino e Garrone tocca a Delpero.

L’altro Leone d’Argento per la regia va a Brady Corbet per il fluviale e coraggiosissimo The Brutalist.

Vincent Lindon e Nicole Kidman vincono le Coppa Volpi per le miglior interpretazioni. Una scelta non solo pleonastica, ma per due film francamente dimenticabili, che invece prendono il posto nel palmares di lavori decisamente più meritevoli e di interpretazioni certamente più significative. Paul Kircher è invece la migliore rivelazione giovanile: già visto in The Animal Kingdom il giovane attore è certamente promettente, ma il film in cui recita era proprio molto debole.

Molto discutibile anche il premio a Aprilun film da festival telefonatissimo. Invece perfetto il premio alla sceneggiatura per il brasiliano I’m Still Here, che racconta la storia vera di un ingegnere ex deputato laburista, sparito negli anni della dittatura militare.

Come sempre i palmares sono frutto di un compromesso tra tante idee di cinema e verosimilmente anche questa volta è accaduto lo stesso.

La sezioni Orizzonti la vince il notevole film rumeno The New Year That Never Came, sugli ultimi giorni della dittatura di Ceausescu.

Anche questa volta Paolo Mereghetti del Corriere continua a mantenere il punto di una polemica che rinnova ormai da diversi anni, rassegna dopo rassegna, sulla composizione delle giurie: Ha vinto il film più bello e ne va dato merito alla giuria. Non era scontato, nonostante la netta distanza che separava The Room Next Door da tutti gli altri film: troppe volte giurie farcite di star senza vera cultura cinematografica avevano partorito verdetti azzardati, non quest’anno e il merito è anche del direttore Barbera che ha saputo chiamare giurati avveduti. Felice per Almodóvar, contento per Vermiglio, il miglior titolo italiano di una selezione un po’ periclitante (con la strana esclusione di Il tempo che ci vuole di Francesca Comencini, che avrebbe meritato più di certi titoli selezionati) e un po’ sorpreso invece dalle coppe Volpi che hanno premiato due personalità più brave dei film che li hanno portati al Lido”.

Alberto Crespi su Repubblica sin dal titolo è chiarissimo: Il verdetto di Venezia 81 è un risarcimento per altri trionfi solo sfiorati. ‘La stanza accanto’, Leone d’oro alla Mostra, non è il miglior film di Almodóvar, il premio a ‘Vermiglio’ è una sorpresa, Nicole Kidman è una Coppa Volpi inventata per non lasciare Hollywood a mani vuote”.

Più affilato Federico Pontiggia sul Cinematografo: “Il trionfo in Sala Grande è geopolitico, festivalmente parlando: il corteggiamento geometrico, metodico, inesorabile del direttore artistico Alberto Barbera ha traghettato, per altri Lidi, per altri mari, Almodóvar da Cannes, di cui è stato habitué di lusso, a Venezia, con uno scacco matto in quattro mosse, prima il Leone d’Oro alla carriera nel 2019, poi il corto The Human Voice con Tilda Swinton nel 2020, Madres paralelas, apertura fiacca nel 2021. The Room Next Door altro non poteva che vincere[…]
il verdetto patrocinato da Huppert è condivisibile: le esclusioni – e poi quali? – non sono motivo di scandalo, che nel palmares non vi sia manco l’ombra di un capolavoro è problema a monte – solo uno in Mostra, la serie M di Joe Wright dal bestseller di Antonio Scurati, che con più coraggioso discernimento Barbera avrebbe dovuto far competere”.
Difficile dissentire.

Qui tutti i premi e i link ai film vincitori:

Venezia 81

Leone d’Oro: La stanza accanto di Pedro Almodovar

Gran Premio Speciale della Giuria: Vermiglio di Maura Delpero

Migliore regia: Brady Corbet per The Brutalist

Miglior attore: Vincent Lindon per Jouer avec le feu

Migliore attrice: Nicole Kidman per Babygirl

Migliore sceneggiatura: Murilo Hauser, Heitor Lorega per I’m Still Here

Premio della Giuria: April di Dea Kulumbegashvili

Premio Mastroianni al miglior giovane attore: Paul Kircher per E i figli dopo di loro – Leurs enfants après eux

Leone del futuro Venezia Opera Prima Luigi de Laurentiis: Familiar Touch di Sarah Friedland

Orizzonti

Miglior film: The New Year That Never Came di Bogdan Muresanu

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