Martin Scorsese chiarisce il senso della sua battaglia

In un’intervista concessa a Entertainment Weekly, Martin Scorsese – parlando delle difficoltà enormi avute con il suo ultimo film, The Irishman, prodotto alla fine da Netflix – ha cercato di chiarire il senso della sua battaglia, che non è ovviamente contro i film della Marvel, ma per un cinema americano meno massificato, nel quale possano arrivare in sala non solo i cinecomics e i film della Disney, ma anche qualcosa di diverso, più complesso e stratificato.

Il sottotesto, il non detto del suo discorso, rimane probabilmente questo: se neppure io sono stato in grado di girare il mio film con una major, di questi tempi, e sono stato costretto a piegarmi a Netflix, allora che speranze ci sono per gli altri, al di fuori dei micro budget del cinema indie?

Queste le sue parole: “[A traditional studio is] geared toward the most amount of money you can make — understandably. I think it’s gone askew. There’s very little room for this kind of picture. They say, “Oh you can make independent films.” That’s putting people in the margins. Putting art in the margins.

The tentpole films, the big comic book films, they’re theme park movies — as well done as many of them are, at all levels. It’s a different cinema form or a new art form entirely. We’re hoping there are theaters that show the films that are not that. And that if they’re not going to show it that filmmakers still have an opportunity with streaming — it changes the experience, but otherwise, in two to three years now, it’s not being done. A good filmmaker comes in from Italy or France comes in, the film has to be a [franchise] or they won’t do it anymore.

I hope a picture like this can help change the reception an audience gives a movie […]. 

It’s a danger not only to cinema but it’s a danger to our culture and a danger to our country and how our kids are going to live — to want a quick fix. I’m not saying people should take the medicine of [a piece of art] that’s laborious. But if you can help them be open to something that might have different layers to it, where they may not be able to get it until two days later, that might be interesting.”

3 pensieri riguardo “Martin Scorsese chiarisce il senso della sua battaglia”

  1. il sottotesto come lo intendi tu, cerca di dare un via di uscita a Scorsese. Il che e’ vero. Pero’ allo stesso tempo anche netflix sta ammazzando il cinema inteso come arte. capisco che Scorsese abbia avuto difficolta’ a trovare finanziatori, ma il discorso credo sia molto piu’ ampio, e quasi senza possibilita’ di ritorno.

    1. Netflix è produttore e distributore di contenuti audiovisivi. Nel settore cinematografico il suo avversario sono le sale cinematografiche, innanzitutto, oltre agli altri produttori di contenuti. Finora ha lasciato mano libera ai talenti che ha coinvolto e ha consentito a tanti di produrre film che nessuno voleva sostenere. Quanto durerà questo modus operandi? Non saprei dirlo. E’ solo un cavallo di Troia? Può essere. Certamente Scorsese, alla fine della sua lunghissima carriera, immaginava un trattamento diverso dalla Paramount, dalla Warner, dalla Disney e dalle altre major con cui ha lavorato per tutta la sua carriera. E cedere a Netflix deve essergli costato tantissimo. Ma piuttosto che perdere l’occasione di un nuovo film con De Niro, Pesci, Keitel e con Al Pacino, ha deciso di scendere a compromessi. Ma se questo è lo stato dell’arte, per lui che è un’icona, a quelli che hanno oggi 40-50 anni e che non filmano cinecomics che cosa rimane?

  2. Grazie Marco per il tuo commento. credo siamo abbastanza allineati. le grandi major stanno ammazzando il cinema (se inteso come liberta’ e come arte), e qui credo che Scorsese non si sia nascosto dietro un dito. Netflix purtroppo lo paragono a Amazon (un altro cavallo di troia). Ha lo stesso modo subdolo di agire, ma con finalita’ molto piu’ pericolose. Il suo nemico, sono le sale cinematografiche come tu dici, ma non solo. Soprattutto il fenomeno “serie” che sta prendendo il sopravvento sui film, ha avuto una diffusione devastante con questa piattaforma. e le serie distruggono il cinema (inteso come arte, ma non solo), tanto quanto i prodotti della Marvel. Capisco comunque lo scoramento di un grande regista in un panorama come questo.

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