Il ragazzo che diventerà Re

Il ragazzo che diventerà Re **1/2

Sono passati otto anni da Attack the Block, il primo film di Joe Cornish, attore, conduttore e comico inglese, che aveva lanciato la carriera dell’adolescente John Boyega e la sua.

Cornish scrive il copione de Le avventure di Tintin per Spielberg e poi assieme all’amico Edgar Wright viene coinvolto nella prima versione di Ant-Man per la Marvel.

L’allontanamento di Wright spinge anche Cornish a lasciare il progetto e a dedicarsi ad un nuovo film tutto suo, Il ragazzo che diventerà Re, non dopo essere apparso in un cameo ne Gli ultimi Jedi.

Il protagonista è Alex, un ragazzino di 12 anni, cresciuto senza padre. Assieme al suo migliore amico Bedders è continuamente vessato dai bulli Lance e Kaye, fino a che una sera, in un cantiere abbandonato, trova una spada medievale, conficcata in un pilastro. Dopo averla liberata si ritroverà protagonista di una grande avventura per salvare il proprio paese preda di forze oscure, di divisioni e di mancanza di leadership.

A correre in suo soccorso ci sarà lo strambo Martin, nuovo studente della scuola, capace di magie sorprendenti: i suoi nemici diventeranno alleati per fronteggiare le forze del male che dalle viscere della terra risorgeranno guidate da Morgana.

Cornish recupera il mito arturiano e lo trasporta nella Londra confusa della Brexit, affidando ad un gruppo di teenagers improbabili il compito di rinverdirne i fasti.

Come nelle favole più belle, la sfida di Alex e dei suoi pari non è solo una battaglia contro le forze del male, ma anche un viaggio alla ricerca di sè, delle proprie origini, della propria vera identità.

La discesa agli inferi e la risalita nel mondo reale diventano un’avventura di trasformazione e cambiamento, tra Stonehenge, l’isola di Tintagel e la rocca di Glastonbury, in cui Alex capirà davvero chi gli ha voluto bene e ciascuno degli altri comprenderà il proprio ruolo a fianco del nuovo possessore di Excalibur, mantenendo fede al codice cavalleresco, ovvero l’unica vera arma per vincere la battaglia della vita.

Così come in Attack the Block, anche questa volta il corto circuito tra realismo ed elementi fantastici, lì quelli dell’invasione aliena, qui quelli dei cavalieri medievali e dei loro fantasmi, funziona alla perfezione, contribuendo a costruire una dimensione fiabesca credibile e coinvolgente.

Cantore dell’adolescenza e dei suoi riti di passaggio, tra egoismo e spirito cameratesco, Cornish continua a lavorare intelligentemente non solo sul mito classico, ma anche sull’immaginario pop più contemporaneo, senza mai dare la sensazione di costruire il suo racconto con il pantografo o strizzando l’occhio allo spettatore nostalgico.

Perfetto il paffuto protagonista, Louis Ashbourne Serkis, figlio d’arte, ma altrettanto indovinati e politicamente corretti sono gli altri tre suoi cavalieri. Patrick Stewart interpreta Merlino da anziano, mentre una truccatissima Rebecca Ferguson è la perfida Morgana, incatenata nel sottosuolo, dalla maledizione del fratello Arthur.

Fotografato con giusto realismo da Bill Pope, storico collaboratore di Raimi, delle Wachowski e di Wright, e montato a passo di carica dal duo Amos & Machliss, già responsabili di Baby Driver, Il ragazzo che diventerà Re è una splendida avventura di formazione, uno di quei film che, in un’altra epoca sarebbe diventato velocemente un piccolo cult.

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