Venezia 2014. La rancon de la gloire

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La rancon de la gloire **

Nel 1977 in Svizzera, sul Lago di Ginevra muore quasi novantenne Charlie Chaplin.

Due dropout, due vagabondi che vivono in una roulotte, Eddy e Osman, il primo appena uscito di prigione, il secondo algerino con una figlia a carico ed una moglie malata in ospedale, decidono di rubare la salma del grande comico e di chiedere un riscatto alla moglie Oona ed alla famiglia.

Eddy è un ladruncolo belga di buon cuore, che ama i suoi libri più di ogni altra cosa, Osman lavora come operaio per il comune di Vevey: erano due immigrati in un centro francese. Eddy ha salvato la vita ad Osman ed i sono legati per la vita.

L’impresa è tragicomica e più grande di loro.

Evitano l’arresto una prima volta, per puro caso: Eddy si innamora di una ragazza che lavora per il circo e diventa un clown. I progetti di riscatto sono accantonati, almeno sino al momento in cui l’ospedale pretende Osman il conto delle spese sanitarie.

Lontanissimo dal precedente Uomini e Dei, assai più rigoroso e trattenuto, questo Le rancon de la gloire, molto chapliniano nelle intenzioni, è un oggetto poco identificabile nel concorso veneziano: buonista e dallo spirito semplice, vicino agli umili ed ai dimenticati, racconta una storia vera con un tono che è debitore anche del Fellini de La strada e del Monicelli de I soliti ignoti.

Beauvois non sembra trovare davvero la sua strada drammatica e non sfrutta a pieno il calore dei suoi personaggi, affidandosi sin troppo alla colonna sonora di Michel Legrand, che cita più volte le musiche composte dallo stesso Chaplin, in funzione emozionale.

Restano le belle interpretazioni del clown Poelvoorde e di Roschdy Zem. Non molto di più.

 

 

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